Pubblicato da
Christabel
alle
14:26
Mi portai la rondine al petto, a torso nudo, me la appoggiai al cuore che galoppava, con il desiderio assurdo che i miei battiti in eccesso le restituissero la vita, che le mie palpitazioni contaminassero il corpicino e che grazie a esse un altro corpo fragile riuscisse a respirare, rondine, non potevo sapere che eri tu, e adesso che ho capito chi ero mi dispiace, sì, vorrei stringerti al cuore, io che ti ho freddamente distrutto, vorre riscaldarti, io che brucio dal desiderio di sapere chi eri, chi sei, ti chiamerò Rondine. E' un nome che ti si addice. Nessuna ragazza si è mai chiamata Rondine. E'un bel nome per una ragazza con la tua vitalità. Nessuno è più vitale di una rondine, sempre all'erta quando non è in migrazione. Non bisogna confonderti con i più ordinari rondoni, sarebbe come apparentarti agli umani volgari del tuo entourage. Tu, tu eri la rondine, il tuo modo di vivere era il chi va là, e questo mi piaceva, ammetto di non aver voluto che ti sentissi rassicurata, mi piaceva l'idea della tua paura, mi piaceva che tu stessa fossi fremito, amavo i tuoi occhi spauriti e tuttavia audaci, mi piacevi inquieta, forse ho esagerato per poterti contemplare in quel terrore che speravo eterno, Rondine, perché non torni in vita, tu che proprio io ho ucciso in una giornata di primavera, stagione che, secondo Aristotele, non fai tu, si può essere la più ammirevole tra le menti dei Greci e sbagliarsi, perciò a maggior ragione potrà sbagliare uno che è più scervellato dei killer, ucciderti è stato un errore, Rondine, perdonami, il cuore è una pompa, e la mia si è imbizzarrita, perché non pompi la tua vita da colui che batte forte, troppo forte, mi fa male, perché non rinasci dal mio dolore, no, lo so, non c'è una seconda possibilità, se non c'è riuscito Orfeo certo non toccherà a me, al tuo assassino, riuscirci, piccola Euridice di piume, il mio solo mezzo per resuscitarti è questo nome che ti do e che tu incarni a meraviglia, Rondine, colei che non se n'è mai andata, e che torna a ossessionarmi a volo d'uccello.
Da: Diario di Rondine di Amelié Nothomb
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