faccio jogging quasi ogni giorno. quando devo andare a lavorare corro talmente presto di mattina che vedo l'alba. in due mesi circa ho raggiunto una certa coordinazione. corro quarantaminutiquaranta, quando all'inizio non ne reggevo neanche cinque. mi ero impigrita , non poco, quest'anno e una specie di rigenerazione è stata fondamentale. come nella corsa, vorrei riuscire a trovare il giusto ritmo per i sentimenti. mi sento incostante, come se un giorno non me ne fregasse nulla di nessuno.. e il giorno dopo invece mi ritrovassi immobile a letto a fissare il soffitto blu della mia stanza e a rimuginare su ciò che ho fatto e non ho fatto con quella persona o con quell'altra ancora. io sono sempre stata realista. due anni fa mi ero invaghita della mia vicina di casa. l'ho corteggiata talmente tanto da ritrovarmi alle cinque di mattina a rincorrerla sotto casa sua o a suonarle il citofono per salutarla - precisiamo che me l'aveva detto lei di farlo, altrimenti sembra proprio stalking (poi io non mi sarei mai permessa) - . le sono stata appiccicata per l'intera estate.. e che ricordi..tuttavia dentro di me sapevo che stavo esagerando, ma mi piaceva giocare e ho continuato finché non ho avuto la prova che lei poteva essere un'amica si, ma null'altro.
a fine novembre la nebbia mi fa intravedere da un lato una persona molto matura che cerco di avvicinare da più di un anno - vorrei che mi fosse amica - , che fisicamente è il mio tipo ideale, molto sensuale e coinvolgente, di facciata sicura di sé e spavalda, indipendente. dall'altro sempre quella lei che mi martella il cervello. ok. applichiamo la regola dell' "effettivo". in concreto, con la prima, ho allentato la presa dopo la celebre "caduta di stile" avvenuta un mese fa in un locale di padova. con la seconda, credo di aver tralasciato il fatto che neanche mi ricordo esattamente com'è fatta fisicamente, complice anche il nostro primo e unico incontro. in entrambi i casi, quindi, seppur siano due persone che mi hanno sorpresa, sono anche due perfette estranee che non sanno nulla di me, dei miei problemi, della mia vita e neanche gliene importa, credo. come chiunque leggesse questo blog pretendesse di sapere chi sono e cosa faccio! per conoscere una persona ci vuole volontà e tempo e in questi due casi mancano entrambe le componenti. tirando le somme: 1. devo decidere se ripescare la parte di me che vede tutto chiaro e tondo, o lasciar fluire pensieri come quelli dei giorni precedenti o delle notti selvagge. 2. devo decidere se mi conviene investire tempo in qualcuno che pare interessato solo alla fisicità di un rapporto quando invece, per la mia linea di pensiero, nel momento in cui ci parli, ci esci e lo chiami, non sei più nella fase "oh senti dove scopiamo stavolta?casa mia, tua, hotel?" ma sei nella fase"frequentiamoci, sei carina, mi prendi". avrò capito male io, o in ogni caso avrò dato più peso io a certe affermazioni. non mi resta che trovare il tempo per chiarire il mio punto di vista prima di prendere i biglietti. giusto questo.
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