ieri abbiamo parlato di qualcosa al quale sono riuscita a reagire diversamente dal solito. il qualcosa è il passato. il diverso dal solito è che sono rimasta.
è lei che ha iniziato. io non sento l'esigenza di parlare di ciò che è stato. ciò che è stato ormai non ha più nulla a che vedere con me. io non soffro per il mio passato, ho lasciato tutto alle spalle, come dovrebbe essere. altrimenti non sarei riuscita a concentrarmi su di lei. eppure mi sono sbagliata, perchè quando l'ho incontrata non mi ero accorta, assolutamente, che lei stesse ancora rimuginandoci su. non mi ero accorta di tutta la rabbia che ha dentro, la frustrazione e il desiderio di vendetta. non credevo possibile potesse iniziare a scrivere e non fermarsi più di una persona talmente insulsa, infantile e disonesta, a innervosirsi, a fumare, non dormire, magari anche sbuffare(chissà come sbuffa?). di norma, io liquido:pensi ancora al passato? ok, mi tolgo di torno, no problem. Invece io sono rimasta. ero lì ieri e sono qui oggi. per lei. e quasi l'avrei abbracciata. mi sono rattristata in silenzio, mi sono fatta piccola piccola e mi sono morsa le labbra. credevo nella ///-tutta-d'un-pezzo. ora ho capito che ci sono tanti pezzettini di /// sparsi un pò ovunque. non so se sarò proprio io ad aiutarla a riassemblarli e non so neanche che ruolo io potrò avere. mi sento più virtuale che fisica(anche se i desideri sono tutt'altro che virtuali). però di diverso dal solito c'è questo. le sorrido e l'aspetto.
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